Rissa e violenza in strada: che ne è della sicurezza in Italia?

Rissa e violenza a Milano, violenza in Stazione sempre a Milano, diciassettenne accoltella sua madre e la uccide a Napoli, denunciate tre persone dopo la rissa a colpi di sedia a Lumezzane, orde di ragazzini inferociti di Peschiera e molestie sessuali a bordo di un treno, regolamento di conti fra cinesi in una rissa a San Lorenzo.

Violenza davanti alla stazione di Milano

14 giugno, piazza Duca d’Aosta, Milano: una ragazza bulgara con un coltello in mano si agita minacciosa in mezzo alle persone. Quando la ragazza è stata bloccata dalla polizia, un giovane magrebino ha lanciato uno skateboard contro i poliziotti. Arrestato anche lui.

Perché la ragazza bulgara aveva un coltello? Ancora non sono emersi dettagli ufficiali sulle motivazioni di questo gesto.

Quel che è certo è che nelle strade italiane la sicurezza è quasi in miraggio ormai.

Aumentano gli episodi di violenza nelle strade

Sono mesi ormai che nelle strade e nelle piazze italiane si vivono situazioni di disagio ed è facile trovarsi in mezzo a risse, coltelli e violenza.

Sembra che strada e piazze siano diventate luoghi pericolosi in cui ogni squilibrato, ogni esagitato, ogni persona che vive disagi sociali o mentali va a riversare la propria aggressività e le proprie frustrazioni.

La violenza, la furia, la volgarità la fanno da padrone, soprattutto in certe zone delle nostre città grandi e piccole: periferie, stazioni ma non solo.

In alcune città italiane anche i centri storici sono diventati off-limits: laddove prima le famiglie passeggiavano con i loro figli per vedere vetrine e mangiare un gelato, oggi vediamo gente che bivacca tra alcool e turpiloqui.

Perché questa violenza?

In una intervista al Corriere della Sera, Valter Mazzetti, segretario generale del sindacato Fsp Polizia di Stato afferma:
È veramente sconcertante ciò a cui assistiamo in mezzo alle strade. Sempre di più, sempre peggio, sempre più inspiegabile e grave. Sarebbe ora di tornare a lavorare intensamente per diffondere la cultura della legalità e per chiarire le idee, soprattutto alle nuove generazioni, su chi sono i nemici e chi gli amici, su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, su ciò che è ammesso e ciò che non lo è.

Continua poi affermando:

… davvero c’è gente fortemente confusa là fuori“.

Confusione e disagio nelle nostre città

Ecco, questo è il vero punto: la confusione e la mancanza di un riferimenti che sentono le persone che vivono situazioni di disagio.

Emarginazione, povertà, una integrazione sociale sbandierata ma che non si materializza nei fatti, la mancanza di idee e ideali, lacune valoriali che ormai dilagano nella nostra società.

Il risultato è che le città sono divise in due: la città di chi vive, lavora e rispetta le regole e la città dove legalità e sicurezza sono un miraggio.

E così torniamo al concetto iniziale: la strada.

La strada è il crocevia in cui si incontrano queste due anime delle nostre città e della nostra società e lì, evidentemente, si crea il cortocircuito.

In quel momento i rancori dell’anima scura delle nostre città si materializzano contro chi sembra condurre una vita apparentemente senza problemi: i rancori diventano odio e finiscono in rissa e violenza.

Chi alimenta questo odio che si trasforma in violenza e rissa?

Le differenze sociali, le difficoltà economiche, il divario culturale, scale di valori che ormai non esistono più e per tanti giovani e giovanissimi sono date da YouTuber e Tiktokers che hanno il solo scopo di raccogliere click, troppo spesso badando poco ai messaggi che veicolano.

E la politica: la politica che da molti anni ormai non è culla di idee e soluzioni, ma focina di armi da usare contro l’avversario.

I nostri talk-show assomilgiano di più a orde barbariche che transitano per gli studi televisivi che a programmi di confronto.

Politici, giornalisti e opinionisti schierati che cercano solo di screditare l’avversario politico e chi la pensa diversamente.

Su questo avevo già pubblicato articoli in precedenza, ma la situazione sembra ormai sfuggita totalmente di mano.

Tutto questo ha un impatto sulla mente delle persone: questa violenza, questa idea di contrapposizione vengono interiorizzate, covano e degenerano laddove già c’è disagio e poi esplodono per strada.

Alla fine, credo, si possa definire tutto con una semplice quanto banale locuzione: si raccoglie ciò che si semina.

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