Copasir e Corriere della Sera: quando l'informazione diventa gogna

Il Corriere della Sera riporta foto, nomi e cognomi delle persone le cui opinioni sono al vaglio del Copasir (e già questo la dice lunga).

Cosa è successo?

La stampa italiana come quella russa: addita i presunti filo-putin e filo-russi per le loro opinioni

La guerra Russia-Ucraina si è trasformata già dai primi giorni in una guerra di opinione, in una guerra di ideali.

La propaganda russa bollava gli Ucraini come Nazisti mentre la propaganda occidentale iniziava a marcare la Russia come paese antidemocratico, liberticida e nemico della libertà di opinione.

Oggi il Corriere della Sera ha dichiarato apertamente di rappresentare appieno la propaganda occidentale e lo ha fatto nel peggiore dei modi: pubblicando foto, nomi e cognomi di coloro che vengono accusati di essere filo-russi e filo-Putin.

Le contraddizioni di questa inchiesta

L’articolo parla delle indagini del Copasir sulle presunte spie russe che alimentano la propaganda in Italia: l’articolo potete leggerlo qui da soli e farvi da soli la vostra idea.

C’è una evidente contraddizione: come si fa ad accusare gli opinionisti che vengono invitati ad esprimere le loro opinioni diverse in tv senza accusare le trasmissioni che li invitano? Su chi dovrebbe intervenire il Copasir? Sugli ospiti o su chi li invita dunque?

DiMartedì in ogni puntata ospita opinionisti che analizzano dal loro punto di vista la situazione e giornalisti russi per poi, puntualmente, farli deridere in studio, in diretta, dai vari ospiti fissi che ripetono lo stesso mantra continuamente anche quando è fuori contesto.

>> Su questo vi consiglio di leggere l’articolo e vedere il video proprio tratto da “DiMartedì”: “La strafottenza occidentale nei confronti delle idee degli altri“.

Mi riferisco ai vari Tabacci, che dopo la tenda piazzata nei pressi del parlamento, pare ne abbia montata un’altra accanto allo studio di Floris, Parenzi, che della zanzara ha veramente ogni caratteristica, Luttwak, che rappresenta perfettamente quel sano spirito americano di “noi ammazziamo tutto quello che vediamo” (cit. “Full Metal Jacket“). E compagnia cantante.

Come siamo martellati ogni giorno dai media

Mi soffermo sul nodo che secondo me è il più importante di tutta questa storia: l’informazione italiana e lo Stato si stanno comportando esattamente nello stesso modo contro cui dicono di combattere (per interposta persona naturalmente, “fino all’ultimo ucraino”).

Dopo l’inizio della guerra Russia-Ucraina, avere una opinione diversa da quella che i media italiani trasmettono ogni giorno è diventata una colpa, un motivo per essere infangati, additati, messi al muro dell’informazione.

Ogni giorno i telegiornali iniziano a trasmettere declamando “1° giorno di guerra… 40° giorno di guerra… 100° giorno di guerra“.

Appena svegli, ogni singola mattina, siamo costretti ad ascoltare i messaggi notturni di Zelensky come il verbo del messia.

Tutti i giorni i giornalisi riportano le affermazioni che arrivano dalle fonti ucraine scuri in volto e affranti e raccontano come barzellette e sghignazzando quelle che arrivano da fonti russe.

Durante il giorno, tutti i giorni, ci parlano delle decisioni che gli USA stanno prendendo per l’Ucraina (anche qui per interposta persona: l’Europa della von der Leyen) come se fossero le uniche possibili, le uniche giuste.

Quello che è successo oggi, con la pubblicazione di questa gogna pubblica, mi pare francamente abbia superato ogni limite immaginabile.

Siamo davvero arrivati al a quello che i complottisti bollano come “pensiero unico imposto”?

Anche io che non sono nessuno devo aspettarmi di essere sbattuto su quella pagina solo per aver scritto che disapprovo questa gogna mediatica?

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