Papa Francesco e l’abbaiare della Nato

Papa Francesco ha parlato e le sue parole sono state, come sempre, incisive.
“L’abbaiare della Nato alla porta della Russia“, sono le parole che ha pronunciato Papa Francesco in questa intervista al Corriere della Sera che tanto scalpore ha fatto.

Le parole del Papa sulla Nato e la Russia

“L’abbaiare della Nato alla porta della Russia” potrebbe aver portato Putin a reagire male.
Eppur risuonano: risuonano forte e chiaro.
E aggiunge:
«Un’ira che non so dire se sia stata provocata, ma facilitata forse sì»

Eppure non si può dire che il Papa sia un filo russo o pro-Putin: oppure vogliamo dire di si?

Le parole di Papa Francesco su Nato, Russia e Ucraina non sono dette a caso.

A ben pensare – o a mal pensare – qualcuno sussurrando potrebbe ricordare che i latino americani, vista la loro storia, qualche problema con gli Stati Uniti, probabilmente, ce l’hanno.
Ma stiamo parlando del Papa, non di una persona qualunque, quindi possiamo tranquillamente escludere questa opzione.
Papa Francesco, indipendentemente da ciò che può pensare realmente, di sicuro non può avere la nonchalance che ha mostrato il Ministro Luigi Di Maio nell’esternare senza filtri ciò che gli passava per la testa. Ricordate quando disse “Putin peggio di un animale”?
Mi dispiace per tutti, ma purtroppo è il Ministro degli Esteri dell’Italia.
Ucraina, il ministro Di Maio: “Putin peggio di un animale? Non voglio offendere nessuno, ma la sua guerra è atroce e va fermata” (la7.it)

Però, in fondo, il Papa ha espresso con eleganza un pensiero che in queste settimane attraversa le menti di molti, e non solo di chi nutre profondi o superficiali sentimenti di antiamericanismo.

Gli ultimi sondaggi ci raccontano di un’Italia che ha tanti dubbi – oltre che paure – su quanto sta accadendo in Ucraina e che qualche domanda ha iniziato a porsela dopo aver subito e metabolizzato l’impatto emotivo di una guerra nel cuore dell’Europa.

Guerra in Ucraina: cosa pensano gli italiani? | ISPI (ispionline.it)

Come vedete voi stessi, questi sondaggi raccontano che il 21,8% degli italiani sono convinti che la responsabilità vera di questa guerra vada cercata nella politica espansiva di questi anni della Nato (che di certo come si vede dalla mappa sotto ha allargato notevolmente a est i territori che “controlla”) o nella totale mancanza di volontà di discutere e trattare che Zelensky ha dimostrato pochi giorni prima dell’inizio della guerra.

La mappa dell'espansione Nato verso la Russia dal 1998 al 2022
La mappa dell’espansione Nato dal 1998 al 2022: trova le differenze.

Prima di storcere il naso, se ancora non ne siete al corrente, è bene sapere che “The Wall Street Journal”, importante testata giornalistica britannica e non di Mosca, ha riportato che proprio pochi giorni prima dell’ingresso dei Russi in Ucraina Scholz avrebbe proposto a Zelensky di dichiarare pubblicamente che l’Ucraina avrebbe rinunciato all’ingresso nella Nato accettato la richiesta di neutralità e che lo stesso Zelensky, che di li a poco sarebbe passato dall’essere un politico in crisi e in calo nei sondaggi ad essere un eroe nazionale, avrebbe rifiutato categoricamente questa proposta il 19 febbraio 2022.

Il grande rifiuto di Zelensky

Dopo oltre due mesi di questa guerra, ognuno di noi si è fatto ormai una sua idea, più o meno basata sulle sue ideologie, più o meno preconcetta, del perché questa guerra sia scoppiata, del come potrebbe finire, su chi sia il vero responsabile.

Nel migliore dei casi dovremmo crearci un’idea sostenuta da fatti, ma questo vorrebbe dire essere pronti ad accettare anche idee diverse da quelle che la mente pensante dell’Europa, e cioè gli Stati Uniti, ci stanno inculcando da dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il fatto che si discuta così tanto delle affermazioni di Papa Francesco ci fa capire che forse ancora non siamo pronti.

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