Gian: una "pietra preziosa" tra gli amanti dei luoghi abbandonati

Ripartiamo dagli Urbexer: interviste agli Urbexer Italiani

Per il terzo appuntamento della Rubrica “Ripartiamo dagli Urbexer”, in cui intervisto Urbexer italiani per capire e condividere con voi cosa spinge e cosa emoziona le molte persone che in Italia esplorano luoghi abbandonati su tutto il territorio nazionale, sono approdato in Veneto.

Gian: una "pietra preziosa" tra gli amanti dei luoghi abbandonati
Foto di Gian

L’Urbexer che intervistiamo oggi è Gian, il suo profilo Instagram @gianbarvr (che potete trovare qui) ci racconta di posti incantati ed atmosfere nostalgiche e familiari.
Molte delle ambientazioni delle sue splendide foto sono, infatti, sono i luoghi di maggiore intimità e calore delle case abbandonate che visita: sale da pranzo, camere da letto, cucine.
E c’è anche molto altro, vi invito a visitare il suo profilo!

Perché nel titolo ho parlato di “pietra preziosa” tra gli amanti dei posti abbandonati?
Beh, ora ve lo racconta lui stesso.

Gian, benvenuto nella Rubrica “Ripartiamo dagli Urbexer”. Presentati ai lettori.

Ciao Giuseppe e un saluto a tutti i lettori di questa Rubrica, prima di tutto 🙂

Sono nato a Verona il 5 Luglio 1965 e dopo aver iniziato i miei studi in ambito alberghiero, ho virato i miei interessi verso il campo delle pietre naturali.
Da molti anni ormai sono il Responsabile Acquisti di pietre naturali all’estero ed in Italia, per la Società per la quale lavoro.
Fra i miei hobby pregressi vi è sicuramente l’immersione a livello dilettantistico.
Negli ultimi dieci anni la mia attenzione si è sempre più rivolta al campo della fotografia.

Da quanto tempo ti interessi all’Urbex e come ti sei avvicinato all’esplorazione di luoghi abbandonati?

La mia prima esperienza Urbex risale all’anno 2015.
Mi sono recato presso il Manicomio delle Granzette di Rovigo ed è stato emozionante per me esplorare per la prima volta un luogo così pieno di “vissuto”.

Chi segue il mio blog sa che l’Urbex consiste nell’esplorazione di luoghi abbandonati, ma cosa significa per Urbex? Cosa ti spinge ad addentrarti in location e situazioni che possono anche essere pericolose?

Per me l’Urbex è sinonimo di un velo di mistero che mi obbliga a mettere in campo adrenalina, curiosità , allerta per poi , nel momento in cui riesco a fotografare, trovare la pace del silenzio che solo i luoghi abbandonati hanno.

Come scopri gli edifici abbandonati che vai a visitare?

La mia ricerca delle location avviene principalmente attraverso internet, Google Maps e il passaparola con altri Urbexer fidati.

Come ti prepari all’esplorazione di un nuovo posto abbandonato?

Se devo essere sincero non mi preparo in modo accurato.
Quando mi è possibile chiedo qualche informazione sommaria e poi mi reco sul luogo e affronto al momento la situazione che trovo.

Qual è il luogo abbandonato più bello che tu abbia visitato?

Sai, non credo si possa parlare di posti abbandonati “più belli” o “più brutti”: ogni luogo ha un suo fascino e una sua storia e legato ad esso puoi o non puoi provare delle emozioni.
Alla fine è questo che differenzia un luogo da un altro: le emozioni che ti lascia quando vai via.

A proposito di emozioni: a volte nell’esplorare edifici e luoghi abbandonati ci si imbatte in situazioni particolari e inaspettate. Ti sei mai trovato in una situazione che non avevi previsto?

Si alcune volte mi è capitato di trovarmi in situazioni di difficoltà che non avevo messo in conto.

E come hai reagito?

La mia reazione è stata quella di mantenere la calma e, con educazione, abbandonare il luogo. Questo mi ha permesso alcune volte di cavarmela senza subire conseguenze.

Qual è la tua posizione nell’eterna diatriba che agita il mondo Urbex sul condividere o non condividere le location?

Credo che la condivisione pubblica delle location porti alla distruzione di molti luoghi per mano di persone prive di rispetto o individui che sono interessati a lucrare.
L’aspetto peggiore di questi comportamenti è che mettono in cattiva luce chi vive l’Urbex rispettando i luoghi stessi.

A tal proposito vale la pena ricordare che il motto della Comunità Urbex è proprio Take nothing but photographs, leave nothing but footprints.

Un’ultima domanda Gian: quali consigli ti senti di dare a chi si avvicina all’Urbex per la prima volta?

Il mio consiglio è quello di non seguire l’Urbex solo perché ora è “di moda”, ma se si vuole seguirlo davvero, farlo con la consapevolezza del rispetto dei luoghi e della segretezza legata ad essi per la loro tutela.

Grazie mille Gian per il tuo contributo alla Rubrica “Ripartiamo dagli Urbexer: interviste agli Urbexer Italiani”. Vogliamo ricordare i link dei tuoi profili per permettere ai lettori di vedere i tuoi lavori?

Grazie a te per l’opportunità di raccontarmi.
Sui social mi trovate come Gian Bar / Oblivion in the past:

Facebook: Oblivioninthepast
Instagram: gianbarvr
Il mio sito personale: https://gianbar65.wixsite.com/ruboattimialtempo

Ah, e non dimenticate di seguire il Profilo Instagram theURBEX Community

Ciao e buona esplorazione a tutti!

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