Pripyat oggi: la città fantasma rimasta dopo il disastro di Chernobyl

La città di Pripyat ospitava quasi 50.000 persone fino a che il 26 aprile 1986 alle ore 1:23:45 del mattino si verificò il disastro di Chernobyl: l’esplosione della Centrale Nucleare di Chernobyl cambiò la storia di questo posto e del mondo.

Pripyat oggi - Il paese fantasma museo dell'orrore
Foto di StudioKlick

L’incidente e l’esplosione

C’è un motivo personale per cui sono molto affascinato da questa storia ed è che mia moglie è bielorussa e ho sentito da lei e dalla sua famiglia molte storie su questi eventi.

Il disastro di verificò durante un test di sicurezza in cui diverse cose andarono per il verso sbagliato – negligenze organizzative, carenze strutturali e errori umani – causando l’esplosione nel reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl.
La reazione sfuggì al controllo e, dato che i sistemi di sicurezza erano stati disattivati, ci fu un’esplosione nel nucleo radioattivo la cui conseguenza fu la fuoriuscita di iodio e cesio radioattivi nell’aria.

Mezzanotte a Cernobyl’
La storia mai raccontata del più grande disastro nucleare del XX secolo.
Nella primavera del 1986 Černobyl’ era, ufficialmente, una delle centrali nucleari meglio funzionanti dell’Unione Sovietica, eppure, sono le prime ore del 26 aprile quando il reattore n. 4 viene sventrato da un’esplosione catastrofica.
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A causa delle radiazioni moltissime persone morirono a Pripyat: la città si trova infatti a soli 3 km dalla centrale nucleare.

Un rapporto redatto da agenzie dell’ONU contò 65 morti e più di 4.000 casi di tumore della tiroide in persone che all’epoca del disastro avevano un età compresa tra 0 e 18 anni.

A causa dell’incidente oltre 116.000 persone furono evacuate dalla zona e negli anni seguenti circa 230.000 individui furono trasferiti dalle zone più contaminate verso altri territori.

Pripyat da allora si è trasformata in un immensa città fantasma che con le sue rovine ricorda a ognuno l’orrore di quel disastro ed è diventata meta di molti fotografi e Urbexer (esploratori di luoghi abbandonati) che non resistono alla tentazione di immortalare il paesaggio post-apocalittico congelato nel tempo.

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I livelli di radiazione a Pripyat ora sono tra i 15 e i 300 microroentgen e non superano la dose letale di oltre 300.

Un po’ di storia di Pripyat

Quella che oramai è una città fantasma completamente abbandonata e tristemente nota al mondo intero, fu costruita a partire dal 4 febbraio 1970 proprio per ospitare i lavoratori della centrale nucleare di Chernobyl e le loro famiglie.

Fu eretta a circa 100 km a nord di Kiev e a solo 16 km dal confine con la Bielorussia.

Era stata concepita come una città moderna perché comprendeva due ospedali (di cui uno di pediatria), due hotel, un centro commerciale e diverse altre attrazioni, diventando così una delle città con il più alto tenore di vita dell’intera Unione Sovietica.

Pensate che veniva chiamata la “Città dei Fiori” grazie alle moltissime aiuole e giardini presenti all’interno della città.

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I livelli di radiazione si aggirano tra i 15 e i 300 microroentgen (non superano la dose letale di oltre 300), così Pripyat negli anni è diventata una specie di paradiso per gli animali selvatici che, senza l’uomo intorno, possono circolare liberamente e occupare strutture e abitazioni.

Tra i luoghi più suggestivi sicuramente possiamo segnalare il parco giochi, la cui inaugurazione era prevista per il 1º maggio 1986 proprio pochi giorni dopo il disastro.

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