La piccola città fantasma di Romagnano al Monte

L’Italia è un paese ricco di storia e proprio per questo motivo, sono moltissimi i luoghi abbandonati e i paesi fantasma che ne costellano tutto il territorio, da nord a sud.

Ho visitato diversi paesi fantasma ed edifici abbandonati (storici e industriali) in questi anni.

Durante una delle mie escursioni fuori regione (io abito in Emilia Romagna), mi sono diretto in Campania perché ero venuto a conoscenza di due splendidi paesi abbandonati: Romagnano al Monte e Roscigno Vecchia.
Di Roscigno Vecchia, splendida e suggestiva per i suoi colori e la sua location, ho già parlato in un articolo precedente (clicca qui per l’articolo di Roscigno Vecchia) e ho pubblicato sulla mia pagina Facebook un album fotografico (clicca qui per vedere il mio servizio fotografico sul paese fantasma di Roscigno Vecchia).

In questo, invece, vi parlerò di Romagnano al Monte un paese fantasma, completamente abbandonato, che si trova a circa 650 metri sul livello del mare, in provincia di Salerno.

Un antico borgo fantasma arroccato su una collina delimitata a ovest dal comune di Buccino, a nord da Ricigliano e a est dal vallone del torrente Platano.
Romagnano al Monte venne abbandonato a causa del terremoto dell’Irpinia del 1980 e i suoi abitanti furono trasferiti in un paese limitrofo.

Girare per le stradine di questo borgo fantasma è un vero e proprio viaggio nel tempo: oltre agli edifici completamente distrutti, ci sono anche case pericolanti al cui interno è ancora possibile vedere tracce della vita che si consumava qui.

Ciotole, tavoli, forni, la meravigliosa piazza con la Chiesa abbandonata.
Un luogo suggestivo, dove il tempo sembra essersi fermato all’improvviso.
Nel mio video potete vedere sia immagini realizzate con il drone dall’alto e per le vie della zona più antica del paese, sia riprese all’interno di alcune delle abitazioni, della chiesa e della bellissima piazza.
Subito dopo il video un po’ di storia di questo paese abbandonato.

UN PO’ DI STORIA

La sua origine risale ai tempi dei Romani, periodo in cui era un fundus appartenente alla famiglia patrizia dei Romanius. Da questo deriva il suo nome, Romagnano, rimasto tale fino alla fine del Regno delle Due Sicilie.
Con l’unità d’Italia gli fu assegnato anche “al Monte” per distinguerlo da Romagnano Sesia (un comune italiano di 3 881 abitanti della provincia di Novara in Piemonte).
Dai tempi dei romani una delle principali attività di questo paese era la coltivazione dell’ulivo.
Nel periodo in cui i longobardi invasero l’Italia, Romagnano al Monte vide un crescere il numero dei suoi abitanti quando un nucleo più consistente di persone si insediò dove oggi sorge il vecchio centro storico.
A cavallo dell’anno 1000 furono costruiti un castello e la Chiesa della Madonna del Parto (chiamata, più avanti, e dell’Assunta).
Nel video e nelle foto che ho realizzato è possibile vedere i ruderi di questi due edifici.

All’inizio del XIX secolo scoppiò una feroce guerra tra il feudatario e i briganti, durante la quale furono trucidati i figli del barone Torella, Paolo e Ottavio, famiglia a cui apparteneva, in quel periodo, il feudo.
La storia ci racconta che il brigante Antonio Di Leo, autore materiale del delitto, fu impiccato l’1 marzo del 1810 e subito dopo la morte la sua testa fu tagliata ed esposta nella piazza di paese.
Romagnano al Monte è classificato come zona sismica “zona 1” (sismicità alta) ed è proprio a causa di ripetuti eventi sismici che il borgo fu danneggiato più e più volte nel corso della sua storia.
Il paese fu evacuato dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980, che ne determinò l’abbandono definitivo da parte degli abitanti che vennero trasferiti nel nuovo centro abitato, costruito a 2 km di distanza.

Romagnano al Monte: un paese fantasma arroccato su a 650m, abbandonato a causa del terremoto dell’Irpinia, 1980. La…

Pubblicato da Giuseppe Vitagliano su Giovedì 9 aprile 2020

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