Guida per una sicura esplorazione

Pubblicato da Giuseppe Vitagliano il

La guida definitiva per l’Urbex e l’esplorazione di luoghi abbandonati

Così hai trovato un nuovo inquietante luogo abbandonato e sei pronto per fare una visita sul posto? che cosa dovresti considerare in termini di sicurezza? Ecco la guida definitiva, passo dopo passo, per una esplorazione in sicurezza!
  • Non esplorare da solo. Cerca di avere sempre almeno un’altra persona con te. Se sei solo e succede qualcosa, può essere un problema. Se non riesci a trovare nessuno che possa venire con te, ricorda almeno di condividere la tua posizione con un amico (scopri come condividere la tua posizione in tempo reale con Google Maps).
  • Limita il tuo gruppo. Un grande gruppo nello stesso posto è molto sospetto, crea molto rumore ed è difficile da gestire.
  • Pianifica la tua esplorazione. Non lasciare mai nulla al caso. Cerca informazioni su internet, chiedi consigli a qualcuno che ha già esplorato quel luogo, osserva per un po’ il posto abbandonato che vuoi visitare durante il giorno e la notte. Cerca di capire chi c’è in zona, se ci sono luci accese, se ci sono “ospiti” nell’edificio. Individua un buon punto di ingresso e verifica anche da Google Map come appare l’area dal satellite per farti una idea di cosa hai intorno. Più fai ricerca e pianificazione, meno preoccupazioni avrai durante l’esplorazione.
  • Cerca di avere tutto quel che ti serve a portata di mano e assicurarsi di sapere come usarlo: torcia elettrica, batterie extra, radio, macchina fotografica, kit di pronto soccorso, cibo, acqua, razzi, respiratori, attrezzi per la discesa e la discesa, uno zaino resistente, ecc. Ogni Urbexer dovrebbe avere una borsa da viaggio in macchina con questi elementi essenziali. Non dimenticare mai di indossare una maschera anti-polvere. Molti edifici abbandonati hanno un’aria umida e torbida che può causare nausea e può portare problemi, fastidi o malattie ma la più grande preoccupazione è l’amianto. A questo proposito leggi il mio articolo “L’equipaggiamento necessario per una esplorazione”.
  • Vai di giorno, se possibile. Di giorno è più sicuro per la tua salute e per la tua sicurezza. Di notte devi fare affidamento sulla luce di una torcia, con una visione limitata intorno a te. È molto più intelligente andare nel corso della giornata.
  • Mantieni la calma e attento a dove metti i piedi. Cerca di evitare di fare molto rumore mentre esplori. Non toccare le cose inutilmente, in particolare i componenti strutturali o tutto ciò che potrebbe essere da appoggio o sostegno per il tetto o per strutture sopra la tua testa. Ancora più importante: sempre occhio a dove vai, cadere in un buco nel pavimento potrebbe essere molto doloroso se non letale.
  • Evita di portare con te oggetti che potrebbero essere considerati adatti al furto con scasso o strumenti che potrebbero essere considerati “armi bianche”. Se vieni preso dalle forze dell’ordine o dalla sicurezza con oggetti di questo tipo, rischi una incriminazione per furto con scasso e violazione di proprietà privata o domicilio. Per un approfondimento sul problema della Legalità nell’Urbex, leggi l’articolo che ho dedicato a questo tema.
  • Occhio a senza tetto e ospiti indesiderati. Case, ex fabbriche, manicomi: è molto facile imbattersi in qualcuno che si è accampato o vive in questi edifici abbandonati per ripararsi dal freddo e di notte. I senzatetto non sono tutti cattivi, bisogna dirlo, anzi: a me è capitato un paio di volte di imbattermi in un paio di loro e non è successo mai nulla; in un caso mi hanno addirittura dato un consiglio su un’area specifica del posto per evitare di farmi male. Tuttavia, è necessario capire che alcune di queste persone potrebbero avere problemi di droga o alcool o soffrire di problemi psichiatrici. Se vedi un abusivo meglio tornare indietro e restare fuori da possibili guai.
  • Indossa guanti e indumenti pesanti. Non sai mai cosa troverai durante l’esplorazione di un luogo abbandonato, specialmente in ospedali, scuole, fabbriche. Per evitare tagli e graffi e il conseguente rischio di tetano o altre malattie, indossa sempre guanti e indumenti pesanti: pantaloncini corti sono sempre una pessima idea! (vedi “L’equipaggiamento necessario per una esplorazione“).
  • Considera l’utilizzo di un casco di sicurezza. Vero, il casco non è il massimo della comodità, ma è sicuramente una buona idea per un’esplorazione urbana sicura! Calcinacci, vetri, pezzi di soffitto, tetto o di piani superiori posso caderti addosso senza che tu te ne accorga in posti abbandonati in cui ogni cosa e lasciata a decadere da tanti anni e in balia della natura.
  • Evita di arrampicarti. Tra le parti meno sicure dal punto di vista strutturalmente all’interno di un edificio abbandonato ci sono le scale e il tetto. Non salire se non sei certo al 100% che sia sicuro e di avere abilità e attrezzatura necessaria per farlo.
  • Tieni a mente la regola più importante dell’Urbex: “prendi solo le fotografie e non lasciare altro che impronte”. Se porti via oggetti o rompi qualcosa, stai danneggiando il luogo, la sua memoria e lo stai rovinando per i futuri esploratori. Gli Urbexer non sono criminali!
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Giuseppe Vitagliano

Imprenditore, Fotografo, Autore. 1975. Dopo aver fondato uno dei primi Circoli Letterari on-line, nel 2003, nel 2006 sono entrato come investitore in una piccola società di supporto all’IT, in breve tempo, l’ho trasformata in una società di Consulenza e Sviluppo di e-Commerce (Axot – Be Inspired) che è Partner di importanti brand di livello internazionale nei settori Fashion, Travel e Digital Photography. In una strana mattina del 2015, la vita mi ha rinfacciato, senza mezzi termini, che ogni cosa può sfuggire al nostro controllo in ogni momento. Così mi sono trovato ad affrontare un problema di salute che mi ha costretto e convinto a rivalutare e ridefinire le priorità e i valori della mia vita, rielaborare con un punto di vista serio e approfondito tutto quello che avevo fatto fino ad allora, quello che volevo ancora realizzare e quello che avrei voluto realizzare e ancora non avevo fatto. Uno dei miei più resistenti desideri era quello di pubblicare alcuni dei miei scritti (poesie, prose e racconti brevi) e mi resi conto che era giunto il momento di recuperare quella parte di me e portare a compimento quel sogno. Grazie alla spinta che questo desiderio mi ha dato, tra terapie e controlli serrati e cadenzati, sono riuscito a recuperare tutti i miei vecchi appunti, impolverati dal tempo, e, contemporaneamente anche a riprendere a scrivere. Così, dopo un intenso periodo di emotiva e fisica applicazione, sono riuscito i miei quattro libri (formato eBook e Cartaceo), disponibili su Amazon.it: - “Tracciati Emotivi – Andate e ritorni del cuore” (Italiano, Raccolta di Prose e Poesie – 2016) - “Perdenti e Devianti – Percorsi e vie di fuga dell’esistenza” (Italiano, Raccolta di Racconti brevi – 2014) - “Il Teatro della Vita – Appunti di Viaggi” (Italiano, Raccolta di pensieri e annotazioni – 2016) - “Vita in parole – Poesie del tempo” (Italiano, Raccolta di Prose e Poesie – 2016) Una volta affrontati e risolti i problemi di salute che mi avevano fisicamente condizionato in quel periodo e dopo aver portato a compimento il “capitolo scrittura” della mia vita, ho sentito forte il desiderio di cercare e sperimentare una nuova forma creativa di espressione: così ho iniziato a scattare fotografie e realizzare video, prima esplorando luoghi abbandonati e seguendo una mia vecchia passione per l’Urbex (Urban Exploration), poi viaggiando per per fotografare luoghi e paesaggi idealizzati nella mia immaginazione da quando ero un ragazzino (in particolare l’Irlanda e la Scozia) e, infine, sperimentando diversi stili e temi di fotografia. Dal 2016 nelle mie giornate è entrata anche un’altra passione: quella per la corsa, o running, come preferite chiamarlo. Continuo a correre con costanza e perseveranza, indipendentemente dal freddo, dal cado, dalla pioggia e dalla neve: in questi oltre due anni di running ho sicuramente migliorato la mia forza di volontà, dando a me stesso un ulteriore esempio del fatto che essere tenace porta sempre al risultato che ci si è prefissati. Ed è questo, dopo tutto, il messaggio che mi piace ripetermi e ripetere sempre: niente è irraggiungibile e abbiamo l’obbligo di trovare il tempo, la forza e il desiderio di alzarci, guardare più avanti e realizzare ciò che siamo e ciò che siamo nati per essere, in ogni ambito che caratterizza il nostro essere.

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